Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato

Sentenza n. 10/2020

Accesso agli atti della fase esecutiva di un contratto pubblico da parte di un concorrente alla gara – Ammissibilità dell’accesso civico generalizzato.

Con la sentenza n. 10/2020, l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato ha trattato, sotto diversi profili, il tema dell’accessibilità alla documentazione relativa alle gare d’appalto.

In primo luogo, la Plenaria ha ribadito che nel nostro ordinamento coesistono tre forme di accesso: il tradizionale accesso documentale ex art. 22 e ss della l. 241/1990, l’accesso civico e, infine, l’accesso civico generalizzato.

Sul punto, il Supremo Consesso ha affermato che qualora un privato formuli un’istanza di accesso generica, ossia senza qualificarla né come accesso documentale né accesso civico, è onere della Pubblica Amministrazione verificare se sussistono i presupposti per entrambe le forme d’accesso.

Di converso, qualora l’istanza di accesso sia motivata solo con il richiamo alla L. 241/1990 e NON anche con il richiamo al D. Lgs 33/2013, la PA non potrà verificare se sussistono i presupposti per l’accesso civico.

In secondo luogo, il Consiglio di Stato ha affermato, altresì, che è ravvisabile in capo all’operatore che ha partecipato alla gara un interesse concreto e attuale, ai sensi dell’art. 22 della l. n. 241 del 1990, ad avere accesso agli atti della fase esecutiva di un contratto pubblico, in relazione a vicende che potrebbero condurre alla risoluzione per inadempimento dell’aggiudicatario e quindi allo scorrimento della graduatoria o alla riedizione della gara.

Dunque, l’operatore che ha partecipato alla gara è titolare dell’interesse a conoscere la documentazione relativa alla fase esecutiva dell’appalto ai sensi della L. 241/1990 allorquando si sono già verificate vicende di natura pubblicistica o privatistica che possono comportare, in base alla normativa vigente, la risoluzione del contratto, lo scorrimento della graduatoria o, quantomeno, la riedizione della gara.

Infine, sotto un ulteriore profilo, la Plenaria ha stabilito che la disciplina dell’accesso civico generalizzato è applicabile anche agli atti delle procedure di gara e, in particolare, all’esecuzione dei contratti pubblici, non ostandovi in senso assoluto l’eccezione del comma 3 dell’art. 5-bis del D.lgs. n. 33 del 2013 in combinato disposto con l’art. 53 e con le previsioni della L. n. 241 del 1990, che non esenta in toto la materia dall’accesso civico generalizzato.

Dunque, l’accesso civico generalizzato è l’istituto giuridico utilizzabile da qualsiasi soggetto, anche sprovvisto di un interesse giuridicamente rilevante, per poter accedere alla documentazione afferente gli appalti pubblici, fermo restando i limiti previsti dall’art. 5 bis comma 1 e 2 del D. Lgs 33/2013.